Abstract intervento al DBAABR – II tempo (18-19 settembre 2021)

Lucia Serafini

Dipartimento di Architettura, Università di Chieti – Pescara, Professore Associato di Restauro

Colorarsi per esistere? La street art e i piccoli centri

In Italia negli ultimi anni si è moltiplicato il numero di centri afflitti da decenni di spopolamento e abbandono di cui si prova a risollevare il destino con la complicità di amministrazioni, associazioni locali, gruppi di artisti. I festival nazionali e internazionali che si susseguono da un capo all’altro della penisola, soprattutto durante la stagione estiva, contemplano non solo esperienze di street art ma anche la rappresentazione di opere teatrali e l’organizzazione di concerti musicali.

Come per le periferie e le industrie dismesse, anche per i piccoli centri la sfida lanciata dalla street art, per quanto di ottime intenzioni, sembra tuttavia difficile da accogliere tout court, e non solo perché segna la cultura materiale di luoghi che sono spesso di ricca stratificazione e di forte impatto paesaggistico. Se le sue espressioni non partecipano infatti di progetti di più largo orizzonte, sia a carattere demografico che economico, sociale e infrastrutturale, non si riuscirà mai a ridurre il senso e la sostanza di marginalità e perificità che questi luoghi affligge. Utilizzando la ricca letteratura sul tema, obiettivo del contributo è ragionare su queste circostanze, nel tentativo di smascherare le forme di marketing territoriale che hanno il solo scopo di attirare turisti altrimenti distratti, per riconquistare dei piccoli centri il loro sacrosanto diritto all’esistenza, innanzitutto. Solo lavorando alla riconquista di questo diritto, anche la street art, come tutte le altre forme artistiche, può essere un attore capace, insieme agli altri, di contribuire a riavviare narrazioni rimaste interrotte.