Abstract intervento al DBAABR – II tempo (18-19 settembre 2021)

Ottavia Aristone

Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Chieti – Pescara, Ricercatrice di Urbanistica

Le belle contrade: reti insediative e contesti intermedi

Il progressivo spopolamento delle aree interne e la loro marginalizzazione godono attualmente di importante “popolarità” non solamente in ambiti scientifici: a partire dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne fino alle numerose Associazioni culturali che operano per promuovere territori attraverso iniziative che declinano la nozione di Bene comune spaziando dall’ambiente all’Heritage, al saper fare cibo e manufatti. Tuttavia l’approfondirsi delle disparità interne al territorio e le nuove gerarchie territoriali pongono all’attenzione vasti contesti in fase di marginalizzazione e declino economico e demografico. Sono le aree della provincia italiana, reti di una urbanità minore (Le belle contrade di cui tratta Piero Camporesi), tradizionalmente sedi di servizi e depositi di storia, Terre di mezzo tra le polarità urbane e le aree interne propriamente intese che hanno consentito, e possono ancora consentire, forme complesse di abitare il territorio esteso. Con questo contributo si intende dar conto di alcune trasformazioni in corso nella provincia di Chieti con particolare riguardo alle colline litoranee strette tra le fasce vallive e litoranee sovraesposte e i versanti della Maiella soggetti a un importante processo di depopolamento, sebbene ultimamente interessati da alcune iniziative di “ritorno” o di riavvio di attività interrotte.